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Native advertising: cos’è e come funziona?

04/03/2022
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Native Advertising: di cosa si tratta?

Il native advertising è un concetto di cui si sente parlare spesso negli ultimi anni. Si tratta di una forma di pubblicità che ha completamente rovesciato l’idea stessa di pubblicità tradizionale.
A differenza di quest'ultima, il cui fine è distrarre il lettore dal contenuto in modo di comunicare al meglio il proprio messaggio, il native advertising non desidera affatto distogliere l'attenzione dell’utente, ma inserisce la pubblicità all'interno del contesto stesso.

Un esempio tangibile di native advetising è l'inserimento di una pubblicità di scarpe da calcio all'interno di un articolo di un calciatore o di una partita.

Le diverse tipologie di Native Advertising

Nel 2013, l’Internet Advertising Bureau (IAB), ovvero l'associazione che definisce gli standard pubblicitari, ha pubblicato un playbook all'interno del quale ha individuato 6 diverse tipologie di formati pubblicitari nativi.

  1. In-feed: annunci a pagamento presenti all'interno di siti web ed i social adv.
  2. Paid search: annunci sponsorizzati inseriti nella pagina dei motori di ricerca.
  3. Recommendation widget: link pubblicitari inseriti in fondo agli articoli che consigliano contenuti simili o correlati.
  4. Promoted listings: liste di prodotti di aziende inserite all'interno di siti che hanno un collegamento con una landing page aziendale.
  5. In-Ad: contenuti inseriti all’interno di un formato pubblicitario standard (ad esempio, il 300x250).
  6. Custom: tutte quelle forme di pubblicità nativa che non rientrano nei precedenti formati.

Perchè il Native Advertising è meglio della pubblicità tradizionale?

La ragione è incentrata sul flusso di pensiero del consumatore: il native advertising non tende affatto ad interrompere l'attenzione del proprio audience di riferimento, anzi l'interesse ed il coinvolgimento del pubblico è superiore rispetto alla pubblicità tradizionale.

Naturalmente, poiché viviamo in un'epoca in cui ciascuno di noi è costantemente bombardato da messaggi pubblicitari, è necessario evitare di comunicare attraverso banner ed adv invadenti che non portano ad alcun risultato in termini di persuasività ed efficacia comunicativa.

Come funziona il Native Advertising?

Il Native Advertising cambia letteralmente lo scenario della comunicazione: si passa infatti da una pubblicità che interrompe la navigazione (e l'attenzione dell'utente), ad un tipo di pubblicità integrata e "mimetizzata".

Lavorando perfettamente all'unisono con una targetizzazione accurata, il Native Advertising coglie le intenzioni dell'utente mentre è intento a svolgere attività di altra natura, come ad esempio navigare su Facebook o sugli altri social.

Esistono degli studi che hanno dimostrato l'efficacia del Native Advertising: gli annunci pubblicitari, assumendo la forma del contesto e non interrompendo la navigazione, consentono di creare maggiore engagement ed intento d'acquisto.

Quali sono i tool di Native Advertising?

Per fare Native Advertising è possibile adoperare diversi tool utili allo scopo.

  • Piattaforme di advertising proprietarie dei social network (Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, Youtube)
  • Piattaforme di advertising che consentono la pubblicazione di annunci sponsorizzati nativi su network di siti
  • Grandi editori
  • Piattaforme che consentono di pubblicare contenuti sponsorizzati su un network di influencer e siti verticali

È dunque chiaro quanto il Native Advertising rappresenti un mezzo estremamente potente che dovrebbe essere inserito a supporto della promozione dei contenuti aziendali, al fine di raggiungere i propri obiettivi di marketing e comunicazione.

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